sabato 12 marzo 2011

In bocca al lupo!


Domenica scorsa ero a sciare.
Giornata stupenda: un sole grosso così su piste con 40 cm di neve fresca.
Chiudono gli impianti e rientro verso casa. Scendo dalla Valle di Susa in autostrada e mi immergo nell'inevitabile traffico intenso. Incrocio le dita e ai caselli si scivola via abbastanza agevolmente. Fino ad Avigliana: qui siamo fermi. Vedo lo svincolo, decido di uscire e sulle prime sono contento della scelta, fino a Rivoli dove mi imbatto nel Carnevale. Strade chiuse, traffico in tilt. Cerco uno svincolo da una parte e una stradina dall'altra, ma niente. Procedo lentamente un po' arrabbiato, un po' cullato dalla mega-sciata appena conclusa.... Quasi non mi accorgo che arrivo in corso Francia e riprendo a viaggiare.
Già, in corso Francia a Rivoli....
Il neurone nella mia testa si attiva.
E' come un "dejavù", sento il dolce in bocca. Senso di fatica, battere di scarpette sull'asfalto, odore di sudore, agonismo, complicità, sfida, soddisfazione, conquista.
Solo quando esco da corso Francia per prendere la tangenziale mi rendo conto che l'ultima volta che avevo percorso quel tratto di strada era il 14 novembre dell'anno scorso e l'avevo fatto di corsa, nella maratona di Torino.

In bocca al lupo Cris, Vita, Gianlu, Fabri e Alberto.... che sia soddisfazione, rivincita, record personale, partecipazione, celebrazione che domenica a Roma troviate sul traguardo quello che andate a cercare!

We can be Heroes, just for one day! (d.bowie)

3 commenti:

  1. Purtroppo il passato e i ricordi non bastano, e quel corso oggi, non è più quello libero e senza traffico della tua prima maratona e comunque, così come l'hai vissuto la prima volta, non lo sarà mai più.
    Qualsiasi tempo si sia ottenuto, per noi corretti agonisti nella vita e nello sport, ci va sempre una nuova maratona da vivere, altrimenti ciò che è stato non potrebbe mai bastarci, sarebbe come metterci in naftalina.
    Dimostrare a noi stessi di poter ottenere il massimo è importante, accontentarsi, quando si hanno delle qualità e possibilità, lascerebbe dei rimpianti che pagheremmo tra qualche anno pensando e ripensando quello che avremmo potuto fare se solo..
    un po come adesso, quando pensiamo se avessimo iniziato a correre seriamente molto prima. Almeno finchè le gambe e i polmoni ce lo concederanno, abbiamo il dovere di chiedere il massimo !!

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  2. @stoppre: ben detto, Mauri :-)

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  3. Vedi, io nella seconda maratona, pur avendo una mezza idea di parteciparvi, ho titubato molto se farla o non farla, iscrivendomi quasi d'impulso e senza pianificarla a dovere.
    Il risultato come sai è stato pessimo, mi ha schiacciato lasciandomi delle insicurezze e poca voglia di rimettermi in discussione ( solo con me stesso intendo ).
    Ora, facendo le cose più o meno bene, mi sono reso conto che non c'è solo la maratona che può darmi soddisfazione e che il risultato cronometrico non ha tutto questo valore se ogni giorno che corriamo, lo facciamo con piacere. La gara è solo l'ultimo gradino del percorso che ti ci ha portato e forse a volte, è meglio l'allenamento che la gara in se; in un giorno solo, anzi in pochi minuti, non si può dimostrare quello che si vale veramente.
    Come dice Marco Olmo, le corse più belle sono quelle in cui si corre senza inseguire o essere inseguiti da nessuno, quindi viva la solitudine del maratoneta o meglio ancora, dell'ultramaratoneta.

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