martedì 24 maggio 2011

Eh già!

E non mi venire a raccontare che fai tutto questo per migliorarti di una manciata di secondi. No, non ci credo. C’è dell’altro che ti spinge a iscriverti ad un’impresa impossibile, a continuare quando non è giornata, a spingere ancora di più quando tutto sembra che vada storto. Qualcosa che nemmeno tu sai…, qualcosa che non raccoglierai al traguardo… qualcosa che probabilmente l’hai già dalla partenza.

E’ quella sensazione che appaga la tua voglia di metterti in gioco. La sensazione che ti fa sapere che nonostante tutto.... nonostante i piedi brucino, il diaframma s’incazzi e faccia male lì su un fianco, i muscoli siano dolenti, il fiato sia affannoso... bhè tu continui ad essere lì, presente, lucido, reattivo...

Nonostante tutto, quel fremito ti fa capire che sei ancora in piedi, in gioco, in gara. Insomma: ti fa sentire vivo.

Eh già!


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lunedì 9 maggio 2011

Insider trailing: Erbaluce night trail!


Sabato 7 maggio 2011, ore 20, Candia. E’ qui, sulla riva del lago che decolla il mio primo trail.

Che si sarebbe trattata di una gara sui generis lo si percepiva già dagli antipasti: gara notturna e di coppia! Quanto poi abbia effettivamente segnato il fisico lo si capisce la mattina dopo quando le gambe impongono un giorno di ordinaria tranquillità.

In mezzo, tutto quello che deve succedere.

Per una serie di coincidenze sono “socio” di Ivan, ma numerosi sono i “compagni d’avventura” di questa serata. Il clima è scherzoso, conviviale e a tratti cameratesco… specie in un’ottica baldanzosa di possibile gara in improbabili azzardate coppie miste con altrettante improbabili azzardati smarrimenti in mezzo ai boschi. J

La partenza, come dio comanda in un trail, è in salita. Passaggio in mezzo ad una vigna, giro del paesino e via, ci si infila nel bosco.

Da qui in poi è tutto un sali e scendi su sterrato, per la maggior parte è solo un sentiero che a tratti diventa mulattiera. La prima parte della gara è ancora illuminata dalla luce del giorno, ma verso il decimo chilometro si impone l’accensione della luce frontale. E’ questa ovviamente la parte più bella della gara. Vedere in mezzo al bosco una scia di lumini in processione di corsa è una bella sensazione, di quelle che ti riconciliano con la vita. L’assaporare di essere lì in quel momento e di farcela, ti fa sentire sangue vivo nelle vene… e di questi tempi non è un brutta sensazione. L’urlo di Ivan un centinaio di metri più avanti mi riporta indietro dal regno degli elfi a quello della competizione. La stanchezza comincia a farsi sentire. Dopo aver superato Dario, trovo anche Antonio in evidente funzione di traino del suo partner non al massimo. Dopo aver ricevuto l’ordine perentorio di Ivan, supero di nuovo Yvonne e Genny, due indomite ragazze vestite con una sgargiante maglietta tricolore italiana (in realtà al traguardo ci precederanno di un minutino). Le gambe vanno bene e scivolare di notte sul sentiero ora serpenteggiante in mezzo agli alberi in leggera discesa fornisce la giusta adrenalina per procedere spediti.

La salita intorno al quattordicesimo chilometro porta con se l’attesa stanchezza che mi mette in croce per una decina di minuti, poi complice la discesa e un po’ di energia liquida ritrovo la giusta verve e nonostante un ruzzolone tra le pietre riprendo il ritmo dietro ad Ivan. Negli ultimi 3 chilometri superiamo due coppie e il traguardo ci sorprende a pochi secondi dal terzo recupero.

La competizione si chiude lì, dopo 21,6km in mezzo ai boschi, 600 metri di dislivello in 1h e 56 minuti, 29° su 144 coppie arrivate.

La serata prosegue con l’agognata polenta e salsiccia insieme agli altri compagni di merenda Carlo, Angelo, Piero, Stefano…

C L A S S I FI C A