giovedì 29 dicembre 2011

B U O N 2 0 1 2 !


Eccomi qui, come al solito a guardare bilanci…

E così, quasi non lo conoscessi fin troppo bene, butto l’occhio in modo un po’ distaccato su questo 2011 che ormai alla porta ha già indossato sciarpa e paletò e sta salutando.

Lo so da un bel po’ di tempo che questo è un anno con la “A” maiuscola, di quelli che poi quando tra qualche tempo andrò a sfogliare l’album mentale dei ricordi tornerà con insistenza… ma a ben pensarci in ogni caso 365 giorni non sono mai una folata di vento e in un modo o nell’altro lasciano sempre il segno…

Riguardo gli scatti mentali più rappresentativi del 2011... vedo visi ben noti e volti nuovi...rivivo giorni, ore, minuti... sfondi colorati di montagne e mari blu… corse, lavoro…visi felici e tristi… emozioni… sentimenti… e poi d’impeto chiudo l’album: la vernice è troppo fresca… i colori troppo vivaci per fare bilanci.

Come al solito dall’album scivolano sempre fuori le foto che più racchiuderebbero un anno, ma questa volta sono solo mie e allora le riprendo e le ricaccio al riparo…

Sulla scrivania ne rimane una che mi fa sorridere. Non è certo quella che a priori avrei scelto per rappresentare questo 2011 ma in un certo senso può andare bene.

Massì dai, che in qualche modo vale anche come augurio…

E’ il 4 settembre 2011, sono le 10 e mezzo circa, la località si chiama Poggio Montresco nel comune di Chiaverano sopra Ivrea. E’ lì che durante la corsa dei 5 Laghi cado (che dolore!!!) ma mi rialzo e senza poi perdere troppo tempo arrivo comunque al traguardo un po' acciaccato ma soddisfatto.

Ecco credo che questo scatto mentale vada bene per tutti visto anche quello che a livello mondiale sta capitando.

L’immaginaria cartolina augurale per questo 2012 è quindi questa soddisfazione di rialzarsi, di constatare che tutto sommato sarebbe potuta andare peggio e di riprendere con le proprie forze il giusto ritmo per raggiungere con gratificazione gli obbiettivi prefissati…foss’anche un po' acciaccati e con un po’ di ritardo.... perchè in fin dei conti…va bene lo stesso!

Buon 2012!!!

lunedì 5 settembre 2011

La 5 laghi

E che vuoi che ti dica?

Sono caduto.

Un classico, no?

Certo. Un classico delle comiche.

Ma andiamo per ordine.


Corsa 5 Laghi, Ivrea. Previsioni pessime. Sabato piove. Nella notte il tempo si riassesta. Ad inizio mattino riprende a piovere e poi magicamente mezz’ora prima della partenza nuovamente smette.

L’umidità è forte, ma mica si può voler tutto dalla vita.

Parto dalle retrovie… la corsa è lunga, c’è tempo per recuperare senza fare i fenomeni e senza spingersi nelle file dei più bravi.

Sono con Corrado. Non sono abituato a fare le gare in compagnia. Solitamente preferisco stare da solo. Ma in questo caso è uno di quei sodalizi basati sulla stessa velocità e quindi non c’è nessuna esigenza o volontà di correre insieme per forza… quando sarà il momento chi ne avrà di più andrà…

E invece l’accoppiata funziona. E pure la partenza dalle retrovie fa si che con lo snocciolarsi dei chilometri riprendiamo diversi compagni di avventura. E si sa, questo da morale.

In punta alla salita del 15° chilometro ho come la sensazione di avere ampiamente a portata di mano l’obbiettivo di correre la gara sotto le 2 ore… ossia ottenere l’ambito risultato. E’ qui che raggiungiamo Stoppre visibilmente impiantato. Ripartiamo in 3 giù per la discesa nel sentiero in fila indiana: davanti Corrado, in mezzo Stoppre e io a chiudere il terzetto. E qui… e qui… e qui sarà che siamo nel bosco e per i “cecati” come me ci vorrebbe il bastone bianco... sarà che la stanchezza rallenta i riflessi… sarà che ogni tanto è un must per me ruzzolare, fatto sta che appoggio male il piede e faccio la fine del girotondo di quando eravamo bambini: tutti giù per terra! Tutti, si fa per dire: Enfia giù per terra… sulle pietre! Corrado vola via e lo ritroverò al traguardo gongolante per l’obbiettivo centrato dello stare sotto le 2 ore, mentre Stoppre si ferma a soccorrermi…

Morale della favola tranne qualche escoriazione e livido qua e là… ogni ossicino e articolazione è rimasto al suo posto sano e salvo. Preso atto che l’impatto tra ossa e pietre è finito zero a zero (e meno male), decido quindi di ripartire e via… abbandono uno Stoppre attonito…

Dopo i primi minuti un po’ dolorante riprendo un ritmo decente… ma senza più quella verve dei primi 15 chilometri…

Giungo al traguardo 2 minuti dopo Corrado… con in mezzo lo spartiacque delle 2 ore a indicarmi che l’obbiettivo non è stato centrato…

Faccio spalluccia… sarà per il prossimo anno…


P.S. A dire il vero è una gara a sè, da vedere sotto le mille sfaccettature del percorso di ognuno. Stoppre ha raccontato la sua. Guido ne avrebbe da dire… Cris la sua gara l’ha raccontata andando a raccogliere per il secondo anno consecutivo il secondo posto assoluto. Paola arrivando sorridente e soddisfatta in quella che è stata (fin’ora) la sua gara più lunga. Per raccontare la gara di Vita ci vorrebbe una foto: quella del sorriso beffardo al 24° km mentre supera Gianluigi! Dani DJ mentre raccoglie il più valido allenamento fin’ora nella corsa (contro il tempo) nella preparazione della maratona. Dani L…. potrebbe raccontare quante canzoni ci stanno in questo Ipod che l’ha scarrozzata per tutta la gara… E poi Marco orgoglioso di aver superato mezza squadra…

Ma alla fine la storia più bella la potrebbe raccontare Franco… che avrebbe da descrivere una via crucis con Golgota finale… (per fortuna a lieto fine).

martedì 24 maggio 2011

Eh già!

E non mi venire a raccontare che fai tutto questo per migliorarti di una manciata di secondi. No, non ci credo. C’è dell’altro che ti spinge a iscriverti ad un’impresa impossibile, a continuare quando non è giornata, a spingere ancora di più quando tutto sembra che vada storto. Qualcosa che nemmeno tu sai…, qualcosa che non raccoglierai al traguardo… qualcosa che probabilmente l’hai già dalla partenza.

E’ quella sensazione che appaga la tua voglia di metterti in gioco. La sensazione che ti fa sapere che nonostante tutto.... nonostante i piedi brucino, il diaframma s’incazzi e faccia male lì su un fianco, i muscoli siano dolenti, il fiato sia affannoso... bhè tu continui ad essere lì, presente, lucido, reattivo...

Nonostante tutto, quel fremito ti fa capire che sei ancora in piedi, in gioco, in gara. Insomma: ti fa sentire vivo.

Eh già!


video

lunedì 9 maggio 2011

Insider trailing: Erbaluce night trail!


Sabato 7 maggio 2011, ore 20, Candia. E’ qui, sulla riva del lago che decolla il mio primo trail.

Che si sarebbe trattata di una gara sui generis lo si percepiva già dagli antipasti: gara notturna e di coppia! Quanto poi abbia effettivamente segnato il fisico lo si capisce la mattina dopo quando le gambe impongono un giorno di ordinaria tranquillità.

In mezzo, tutto quello che deve succedere.

Per una serie di coincidenze sono “socio” di Ivan, ma numerosi sono i “compagni d’avventura” di questa serata. Il clima è scherzoso, conviviale e a tratti cameratesco… specie in un’ottica baldanzosa di possibile gara in improbabili azzardate coppie miste con altrettante improbabili azzardati smarrimenti in mezzo ai boschi. J

La partenza, come dio comanda in un trail, è in salita. Passaggio in mezzo ad una vigna, giro del paesino e via, ci si infila nel bosco.

Da qui in poi è tutto un sali e scendi su sterrato, per la maggior parte è solo un sentiero che a tratti diventa mulattiera. La prima parte della gara è ancora illuminata dalla luce del giorno, ma verso il decimo chilometro si impone l’accensione della luce frontale. E’ questa ovviamente la parte più bella della gara. Vedere in mezzo al bosco una scia di lumini in processione di corsa è una bella sensazione, di quelle che ti riconciliano con la vita. L’assaporare di essere lì in quel momento e di farcela, ti fa sentire sangue vivo nelle vene… e di questi tempi non è un brutta sensazione. L’urlo di Ivan un centinaio di metri più avanti mi riporta indietro dal regno degli elfi a quello della competizione. La stanchezza comincia a farsi sentire. Dopo aver superato Dario, trovo anche Antonio in evidente funzione di traino del suo partner non al massimo. Dopo aver ricevuto l’ordine perentorio di Ivan, supero di nuovo Yvonne e Genny, due indomite ragazze vestite con una sgargiante maglietta tricolore italiana (in realtà al traguardo ci precederanno di un minutino). Le gambe vanno bene e scivolare di notte sul sentiero ora serpenteggiante in mezzo agli alberi in leggera discesa fornisce la giusta adrenalina per procedere spediti.

La salita intorno al quattordicesimo chilometro porta con se l’attesa stanchezza che mi mette in croce per una decina di minuti, poi complice la discesa e un po’ di energia liquida ritrovo la giusta verve e nonostante un ruzzolone tra le pietre riprendo il ritmo dietro ad Ivan. Negli ultimi 3 chilometri superiamo due coppie e il traguardo ci sorprende a pochi secondi dal terzo recupero.

La competizione si chiude lì, dopo 21,6km in mezzo ai boschi, 600 metri di dislivello in 1h e 56 minuti, 29° su 144 coppie arrivate.

La serata prosegue con l’agognata polenta e salsiccia insieme agli altri compagni di merenda Carlo, Angelo, Piero, Stefano…

C L A S S I FI C A


domenica 17 aprile 2011

E poi alla fine arriva lei: madame Tuttadritta!

Puoi pensare che ci sono altre gare che faresti con piacere (None) o che fanno parte di un campionato che ti interessa come è quello della montagna (Ingria).
Puoi pensare che 15 eurini per una gara di 10km siano un furto (e non mi venite a raccontare che è per beneficenza quando poi alla ricerca sul cancro ci va solo un euro per iscrizione!), che rispediresti al mittente quell'insulso pacco gara con dentro il suo triste e solitario camparino (ma si, dai, fossero almeno due e non scaduti ci potrebbe scappare l'aperitivo, ma uno... che fai l'alcolizzato e te lo bevi da solo?).
Puoi pensare che la prossima volta che scrivono sul sito "La quota comprende... blablabla ... maglia ufficiale ..." e poi non c'è (e candidamente ti spiegano che non è arrivata ed è stata sostituita con un borsellino per il quale è difficile trovare un aggettivo appropriato) in quel famoso posto ce li manderesti volentieri.
Puoi pensare tutto quello, ma poi sei lì. Felice di esserci.
E chi caspita se ne frega se l'uomo dal baffo nero (no, non quello della birra Moretti, ma monsieur Chiabrera) prima della partenza invece di celebrare 3500 persone che scalpitano alla partenza si perde nelle solite prediche di bassa lega.
Tu sei li. E trovi mille motivi per esserci.
Perchè è una gara internazionale, perchè ci sei affezionato, perchè è la misura ufficiale dei 10 chilometri, perchè corre in mezzo alla tua città, perchè sei con i tuoi amici, perchè è la prima gara che hai fatto con un cronometro al polso 3 anni e mezzo fa, perchè nelle precedenti edizioni ti sei sempre migliorato e sai che anche questa volta hai nelle gambe la possibilità di far meglio di quel 42'36" dell'anno scorso. O semplicemente perchè ti va. Punto.

La gara poi scorre via come sa fare una dieci chilometri.
Partenza da assalto alla baionetta (bhè per chi è abituato al calcio qualche spintarella e gomitata non può che far bene a metterla subito su un piano di sano agonismo) e giù a chi più ne ha più ne metta.
Correre una gara fianco a fianco con chi di solito ho bisogno del binocolo per vedere mi da il giusto stimolo a spingere. Cogliere che il garmin per diversi chilometri è fermo a 4'06 di media mi fa pensare che è la giornata buona.
Poi appena passato l'ottavo il mio diaframma si incazza per l'andatura. Ma non la sua solita incazzatura pigramente lamentosa lì sul fianco. No, questa volta punge tutto d'un botto come dio comanda!
E allora? Stop! 3-5-7-10 secondi e di nuovo via. Il dolore è passato. I compagni di avventura sono appena là davanti. Ho perso davvero poco, ma ho ritrovato la giusta verve.
Chiudo in 41'42", media 4'09" al Garmin che mi da una distanza leggermente superiore ai 10km.
Miglioro di 54 secondi il personale dell'anno scorso, ma soprattutto mi rimane in bocca la sensazione agrodolce che senza quello stop avrei fatto qualcosa di meglio.
Bueno così!
Quel gusto in bocca fa sì che sappia già fin d'ora che c'è un conto in sospeso e che il prossimo anno non me ne fregherà di nuovo niente di tutto il resto e sarò ancora lì.


P.S. Sarà che per me è (ancora) irraggiungibile, ma onore a chi sta sotto i 40'... e tra questi i compagni di avventura Costa, Enrico, Massimo, Gianluigi e Stoppre!

sabato 12 marzo 2011

In bocca al lupo!


Domenica scorsa ero a sciare.
Giornata stupenda: un sole grosso così su piste con 40 cm di neve fresca.
Chiudono gli impianti e rientro verso casa. Scendo dalla Valle di Susa in autostrada e mi immergo nell'inevitabile traffico intenso. Incrocio le dita e ai caselli si scivola via abbastanza agevolmente. Fino ad Avigliana: qui siamo fermi. Vedo lo svincolo, decido di uscire e sulle prime sono contento della scelta, fino a Rivoli dove mi imbatto nel Carnevale. Strade chiuse, traffico in tilt. Cerco uno svincolo da una parte e una stradina dall'altra, ma niente. Procedo lentamente un po' arrabbiato, un po' cullato dalla mega-sciata appena conclusa.... Quasi non mi accorgo che arrivo in corso Francia e riprendo a viaggiare.
Già, in corso Francia a Rivoli....
Il neurone nella mia testa si attiva.
E' come un "dejavù", sento il dolce in bocca. Senso di fatica, battere di scarpette sull'asfalto, odore di sudore, agonismo, complicità, sfida, soddisfazione, conquista.
Solo quando esco da corso Francia per prendere la tangenziale mi rendo conto che l'ultima volta che avevo percorso quel tratto di strada era il 14 novembre dell'anno scorso e l'avevo fatto di corsa, nella maratona di Torino.

In bocca al lupo Cris, Vita, Gianlu, Fabri e Alberto.... che sia soddisfazione, rivincita, record personale, partecipazione, celebrazione che domenica a Roma troviate sul traguardo quello che andate a cercare!

We can be Heroes, just for one day! (d.bowie)

giovedì 27 gennaio 2011

Settemilacentoottantunesimo


Pensa che bello organizzare una cena tra tutti gli italiani che nel 2010 hanno concluso una maratona. Pensa a quante avventure ti potresti raccontare, quante emozioni condividere, quanti consigli ricevere...

L'idea (poi rivelatasi malsana) mi è balenata per la testa stamattina, quando l'email della solita Cristina oltre agli aggiornamenti sugli allenamenti mi comunicava che la rivista Correre oggi in edicola aveva in allegato la Maxiclassifica 2010 con tutti i nomi e i tempi dei maratoneti italiani.
Idea malsana perchè mi sono fatto due conti....
Dunque: 34.100 persone - tanti sono i maratoneti italiani del 2010 - necessitano di spazio... Se si siedono ad un tavolo, uno di fronte all'altro e occupano 80 centimetri a testa hanno bisogno di un tavolo di 13 km e mezzo... se si bevono un media chiara a testa deve arrivare un'autobotte da 17 mila litri... se mangiano un paio di etti di pasta a testa hanno bisogno di un camion con 7 tonnellate di spaghetti....
Poi mi sono perso al servizio ai tavoli... a quei poveri camerieri, ai km che avrebbero dovuto percorre durante questa cena grottesca...
Ma fin qui tutto si traduceva solo in questione di numeri.
Nella mia testa ha cominciato a frullare l'ipotesi di come organizzarla. E il primo pensiero - chissà perchè? - è andato all'ordine di servizio. E' ovvio - mi sono detto - ad inizio della tavolata si siedono i più forti e poi via via tutti gli altri. Mi pare giusto: il primo a capotavola, il secondo di fronte al terzo, il quarto di fronte al quinto... ovviamente con intevallate anche le donne, sempre seguendo il criterio di far sedere per prima quella che è più avanti in classifica.
Un campanello interiore mi ha risvegliato dal torpore. Ho velocemente sfogliato la Maxiclassifica e mi sono annotato nuovamente la mia posizione: 7.181°, questo avrebbe voluto dire che la mia ipotetica sedia sarebbe stata posizionata poco prima del terzo chilometro.
E' qui che ho realizzato che l'idea era assolutamente malsana. Se prima di me si servono settemila persone e passa... contando 20 secondi a testa, questo ipotetico pentolone per arrivare a me ci avrebbe messo un giorno e mezzo.... Naaaaaa!!!!!

Con la tristezza nel cuore e la fame nello stomaco ho chiuso lesto la Maxiclassifica.

[...solo più tardi ho realizzato che mi sarebbe bastato andare a rubare la pasta nel piatto proprio della suddetta Cristina (78° assoluta). :-) ]